
Filastrocca per i più piccoli
Il vetro è prezioso, non lo gettare
perché nuovo vetro può diventare.
Raccogli bottiglie, bicchieri e vasetti,
anche se sono rotti saranno perfetti
per fare il vetro senza sprecare
e soprattutto senza inquinare.
Caratteristiche
Trasparenza, compattezza, impermeabilità̀ ai liquidi, ai gas, ai vapori e ai microrganismi, sterilizzabilì e perfetta compatibilità̀ ecologica grazie alla possibilità̀ di riciclo per un numero infinito di volte. Queste le eccezionali caratteristiche intrinseche del vetro, interamente costituito da sostanze naturali. La struttura senza alcuna organizzazione spaziale (amorfa) è tipica dello stato liquido, in effetti un vetro deriva da una solidificazione senza cristallizzazione: si tratta sostanzialmente di un liquido sottoraffreddato, la cui viscosità aumenta fino a poter considerare solido il materiale. Possiamo quindi dire che il vetro è un liquido ad altissima densità. I vetri tradizionali sono ottenuti per fusione di minerali cristallini, risultano perciò composti da ossidi inorganici in proporzioni variabili. Il componente principale è la silice, SiO2, a cui vengono aggiunti degli additivi che permettono di ottenere determinate caratteristiche. Le differenze di resistenza e di colore tra i vari vetri dipendono dalla presenza di ulteriori sostanze nella pasta vetrosa. Il vetro indicato con il nome pirex, per esempio, che resiste alle brusche variazioni di temperatura ed è usato per produrre stoviglie da cucina, è ottenuto aggiungendo boro alla pasta vetrosa.
L’aggiunta di ferro produce invece una colorazione verde, tipica dei primi vetri di cui ci è giunta traccia, per via delle impurità di ferro presenti nella sabbia utilizzata.
In principio fu...
L’ossidiana, il vetro naturale che si forma in prossimità dei vulcani, fu usato fin dall’antichità per produrre coltelli, punte di lance e altri utensili.
Secondo un’antica leggenda alcuni mercanti fenici, tornando dall'Egitto con un grosso carico di "natrum" (salnitro, soda), si fermarono una sera sulle rive del fiume Belo, in Siria, per riposare. Per preparare la cena presero alcuni blocchi di salnitro e vi accesero sotto il fuoco che continuò a bruciare per tutta la notte. Al mattino i mercanti videro con stupore che al posto della sabbia del fiume e della soda vi era una nuova materia lucente e trasparente: il vetro.
I primi oggetti di vetro, perline, sigilli e altri piccoli oggetti, furono prodotti intorno al XVI secolo a.C. in Mesopotamia. Nel VIII secolo a.C. i siriani iniziarono a produrre i primi contenitori, ampolle per profumi e unguenti. Nei secoli successivi il vetro si diffuse nel resto del Mediterraneo.
Nel 25 d.C. i romani inventarono la tecnica della soffiatura e il vetro divenne un materiale di uso comune. Sempre durante l’impero romano comparvero le prime finestre di vetro e iniziò l’uso del vetro colorato per la decorazione degli edifici.
Nel IV secolo nacque la tecnica della foglia d’oro con la quale una foglia d’oro incisa veniva racchiusa fra due strati di vetro per produrre dei medaglioni.
Durante il medioevo, nelle regioni del Reno, della Mosa, del Rodano e della Senna, la diffusione del vetro accompagnò la coltivazione dell’uva e la produzione del vino. Nel centro Europa nacque anche il vetro “teutonico”, verdastro.
Nel XIV secolo partì, a opera dei maestri vetrai veneziani, la produzione di lenti per occhiali e alla fine del XV secolo Venezia diventò il centro vetrario più grande del mondo. A Murano è attribuita, nel XVI secolo, l’invenzione dello specchio moderno, anche se la sua diffusione arriverà solo nel Settecento.
Verso la fine del 1600 nacque in Inghilterra il vetro al piombo, molto più brillante del vetro normale, e nel XVIII secolo fu introdotto in Boemia il vetro al potassio, noto come cristallo di Boemia.
Oggi il vetro è un materiale molto usato per le costruzioni, per l’oggettistica e per l’espressione artistica.
Riciclo recupero riuso
Il vetro che deriva dalla raccolta differenziata, prima di essere riciclato, deve essere trattato, per eliminare tutto ciò che non è vetro, le impurità. Prima vengono tolti manualmente gli oggetti più grandi estranei al vetro, poi si passa alla cernita della ceramica, della plastica, delle pietre e della porcellana, tutti materiali che rendono più difficile il riciclo. Si passa quindi alla frantumazione, tramite una macchina, che rompe tutti gli oggetti in piccoli pezzi. Il materiale così sbriciolato viene fatto passare sotto una calamita, per eliminare i residui metallici. Infine, i materiali leggeri come la carta o i pezzetti di legno, vengono aspirati.
Gli ultimi residui sono rappresentati dalle sostanze contenute inizialmente nel contenitore di vetro, che vengono eliminate dall’ultimo passaggio: il lavaggio. Da questo momento il vetro, chiamato rottame di vetro pronto al forno, viene fuso in una normale vetreria.
Oggetti da non gettare insieme al vetro
Bicchieri
Oggetti di cristallo (bicchieri, lampadari, centrotavola)
Contenitori in vetroceramica
Oggetti in ceramica e porcellana
Specchi
Vetri delle finestre
Finestrini di automobili
Vetri di fari e fanali delle auto
Confezioni in vetro di farmaci
Lampade al neon
Lampadine
Schermi tv
Cosa fa Clara
Per i rifiuti in vetro rimane valida la raccolta stradale tramite le tradizionali campane. Nel solo centro storico di Comacchio, la raccolta del vetro viene effettuata porta a porta mediante l’utilizzo di appositi bidoncini di colore verde consegnati alle famiglie e tramite bidoni carrellati per i condomini.
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